Un ottimo post trovato su "La Ceramica Italiana" ci racconta lo sviluppo e la condizione attuale dell'industria ceramica nazionale.
"La presenza di numerose aziende in aree geografiche limitate contraddistingue il settore italiano delle piastrelle di ceramica.
La nascita dei distretti industriali della ceramica – che accanto a quello più grande di Sassuolo-Scandiano, vede la presenza di quelli di Imola-Faenza, Impruneta, Vietri sul mare e del Veneto – fu agevolata dalla contemporanea presenza di diversi fattori, tra i quali la secolare tradizione legata all’utilizzo dell’argilla per la realizzazione di stoviglie e di prodotti da pavimentazione e rivestimento.
A questo si aggiunse che, a partire dall’inizio degli anni Cinquanta, la disponibilità di mano d’opera qualificata e di capitali, uniti a una forte domanda di prodotto, dovuta alla ricostruzione post-bellica e alla nascita delle grandi periferie nel settentrione d’Italia, portarono allo sviluppo e al consolidamento dei distretti così come oggi sono a noi visibili.
La vicinanza delle aziende incentiva l’ipercompetitività, che conduce a un circolo virtuoso: quello dell’offerta di nuovi prodotti e nuove soluzioni d’arredo che a loro volta spingono verso nuovi investimenti e innovazione tecnologica di impianti e prodotti, cosa che consente all’industria italiana delle piastrelle di ceramica di presentare oggi quello che per i concorrenti internazionali è il domani della piastrella.
Tutto ciò è reso possibile dalla natura “integrata” dei distretti emiliano-romagnoli della ceramica (che realizzano il 90% della produzione italiana): accanto ai produttori di piastrelle di ceramica, è presente infatti l’intera platea dei partner-fornitori di materie prime, tecnologie e servizi indispensabili per realizzare il prodotto.
Il modello distrettuale italiano è oggetto di numerosi studi e ampiamente imitato all’estero.
Un’analisi particolarmente accurata è stata realizzata dal professor Michael Porter di Harvard che definisce il distretto industriale ceramico italiano come un vero e proprio “cluster”, che deve i propri successi al sistema basato sulla sua complessità interattiva. Secondo Porter, i distretti sono organizzati secondo una struttura a “diamante”, nella quale le diverse componenti interagiscono tra loro: le condizioni naturali, quali la facile reperibilità di mano d’opera qualificata e le infrastrutture esistenti, la propensione all’uso del materiale ceramico, la situazione di cooperazione competitiva tra le aziende, oltre alla presenza di industrie collegate alla produzione di piastrelle in ceramica, costituiscono i fattori competitivi dei successi di questa industria italiana.
Leader nel mondo
Ceramica italiana nel mondo significa leadership assoluta.
Un settore tipico del made in Italy, colonna portante dei materiali dell’Abitare Italiano, la cui fortissima vocazione ai mercati di tutto il mondo vale la leadership del commercio internazionale in valore per il proprio comparto ed una quota di internazionalizzazione produttiva pari al 15% del totale dell’attività. L’industria italiana della ceramica è oggi un settore che conta 273 aziende e 37.058 addetti, in grado di fatturare 6.66 miliardi di euro derivanti per il 75% da esportazioni nei cinque continenti.
L’inconfondibile stile, il gusto e la qualità che caratterizzano le piastrelle di ceramica italiane sono apprezzati in tutto il mondo: il 35% dell’intero ammontare del commercio internazionale porta il marchio made in Italy.
L’Europa è la principale area di destinazione dei prodotti ceramici italiani, e Francia e Germania sono i mercati esteri storici e di maggiori dimensioni della ceramica italiana in questo continente. Importante la presenza dei prodotti italiani anche nelle Americhe, principalmente negli Usa.
Positiva, e in alcuni casi in ulteriore espansione, la presenza italiana nei mercati dell’Europa Centro Orientale, dell’America Latina, a cui si aggiungono prestigiose realizzazioni in Asia, Africa e Australia, a dimostrazione della riconosciuta qualità del prodotto italiano nel mondo.
I 4 settori
Piastrelle di ceramica
Sono 163 le aziende (-9 rispetto al 2010) presenti sul suolo italiano, dove sono occupati 22.189 addetti (-4,98%), che nel corso del 2011 hanno prodotto 399,7 milioni di metri quadrati (+3,17%) tali da consentire di raggiungere vendite per 413,1 milioni di metri quadrati (+0,09%). Divergente è la dinamica dei mercati di destinazione, che registra in Italia un crollo del -7,03% (114,9 milioni nel 2011) a fronte di una crescita del +3,13% nelle esportazioni, ora pari a 298,3 milioni di euro. In espansione in fatturato totale, i cui 4,71 miliardi di euro (+1,86%) derivano per 3,57 miliardi dalle esportazioni (+4,58%) e da 1.146 milioni da vendite sul territorio nazionale (-5.75%).
Significativi sono gli investimenti, in crescita del +10,89% rispetto al 2010, ed ora pari a 248,4 milioni di euro, pari al 5,27% del fatturato annuale.
Supera il muro del miliardo di euro il giro di affari delle aziende industriali localizzate in paesi esteri, ma societariamente riconducibili a gruppi ceramici italiani. A fronte di un numero stabile di aziende (20), gli addetti hanno raggiunto le 7.451 unità (+5,57% rispetto al 2010) per una produzione complessiva – tra nord America ed Europa – di 121,7 milioni di metri quadrati e vendite per 127,3 milioni (+2,3%). Si accentua la caratteristica di internazionalizzazione produttiva destinata a servire il mercato sede dello stabilimento: sono 105,7 i milioni di metri quadrati venduti (+5,43%) nella stessa nazione di produzione, con una quota del totale pari all’83,1%, mentre sono 21,6 milioni di metri quadrati (-10,67%) le esportazioni in paesi terzi.
Il fatturato nel 2011 ha raggiunto 1.045,1 milioni di euro, derivanti da 866,8 milioni da vendite domestiche (+6,27%) e da 178,3 milioni (+2,37%) per le esportazioni.
Ceramica sanitaria
Sono 41 le aziende industriali produttrici di ceramica sanitaria (-2 unità rispetto al 2011), principalmente localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo), che occupano 4.196 dipendenti (-4,16%), che hanno prodotto 4,60 milioni di pezzi (-5,61%) e venduto 4,48 milioni di pezzi (-4,47%), usciti dalle fabbriche italiane.
Alla grande difficoltà sul mercato italiano (-12,29%) che ha assorbito lo scorso anno 2,24 milioni di pezzi, fa riscontro una espansione dell’export del +4,84% tale da suddividere i mercati di sbocco Italia – Estero al 50 – 50.
Il fatturato è di 378,2 milioni di euro (-3,31%), derivanti da 159,7 (-11,92%) da vendite sul mercato nazionale e da 218,5 (+4,13%) dalle esportazioni, la cui quota in valore sul fatturato ha raggiunto il 57,8%.
Stoviglieria
Le 12 aziende industriali italiane occupano 993 dipendenti (+7 addetti) per una produzione (e vendite) di 15.400 tonnellate di prodotto finito, in crescita rispettivamente di +11,08% e di un +11,12%. In forte crescita le esportazioni (+31,19%) ora pari a 3.200 tonnellate, mentre prosegue la buona intonazione (+6,77%) delle vendite in Italia grazie a 12.200 tonnellate.
Il fatturato 2011 è pari a 68,5 milioni di euro di cui 52,8 milioni di euro dall’Italia (-0,52%) e per 15,7 milioni di euro di esportazioni (+4,56%).
Si evidenzia che il positivo risultato conseguito dal comparto nel 2011 è stato influenzato da una straordinaria operazione commerciale da parte di un primario attore del settore.
Refrattari
Le 37 aziende attive nella produzione di materiali refrattari presenti sul territorio nazionale occupano 2.229 addetti (+0,59% rispetto al 2010) per una produzione pari 507.500 tonnellate (+1,07%) e vendite a 525.000 tonnellate (+4,70%). Molto positiva, in questo comparto, è la dinamica delle vendite in Italia, che lo scorso anno ha raggiunto le 346.900 tonnellate (+8,46%), a fronte di una sostanziale stasi (-1,91%) nelle esportazioni (178,1 migliaia di tonnellate).
Quasi prossimo alla doppia cifra (+9,75%) la crescita del fatturato totale, ora pari a 449,1 milioni di euro, derivanti da vendite sul territorio nazionale per 290 milioni di euro (+13,12%) e da 159,1 milioni di esportazioni (+4,12%)."
(Dal sito www.laceramicaitaliana.it)
La fondazione della nostra azienda ebbe luogo a Roma nel 1950 come fabbrica di mattonelle in graniglia grazie a Dante, Ezio ed Ottavio Persia. La produzione si fermò nel 1972 per dar inizio alla rivendita di ceramiche, rivestimenti e sanitari con la Persia&C. Negli anni ’90 nacquero due sue appendici, la Metriquadri e la Persiarreda. Oggi la sintesi di queste tre realtà è la Ceramiche Persia che beneficia dell’esperienza pluridecennale dei suoi soci e di una nuova sede a Roma
giovedì 30 gennaio 2014
giovedì 23 gennaio 2014
lunedì 4 novembre 2013
MGM Royal bagno
La nuova serie da bagno di MGM è
caratterizzata dal minimalismo e da colori accoglienti e
rassicuranti. Un solo mosaico e due tonalità di fondo coordinate per
donare all'ambiente semplicità ed eleganza. Un listello floreale
impreziosito da finiture platino od oro a seconda del colore scelto
ed un listello mosaico caratterizzato da moderni tasselli cangianti
ad effetto "random".
La sala da bagno
Chiamato
un tempo semplicemente "Bagno",
ha avuto negli anni e nelle generazioni, sostanziali mutamenti.
Se pensiamo alle
case degli anni 50 o 60, magari di campagna, che avevano un piccolo
locale da bagno addirittura separato della parte residenziale, è
evidente che di passi avanti ne abbiamo fatti veramente tanti. Negli
anni ha assunto sempre più ruolo un centrale, di bagni se ne trovano
addirittura più di uno nelle case odierne, suddivisi con il generico
appellativo di "II Servizio" destinato ad essere solo
funzionale e "Padronale" con maggiore confort e sicuramente
più elegante.
Spazio
creativo,
momento di riflessione, rifugio privato e personale, sala di lettura.
Il bagno, nella sua storia, si è sempre raccontato attraverso usi
speciali, variegati, vagamente bizzarri, legati alle passioni di chi
lo ha vissuto e di chi nel tempo lo ha reso letteratura.
Tutto questo non
ha evitato, però, che con il passare degli anni, lo spazio di
progettazione e quello fisico del bagno si siano invece sempre più
ridotti, compressi, sacrificati a favore della funzionalità della
casa e dei moderni ritmi di vita.
Come
se l'idea
di benessere,
lo spazio onirico, che questa stanza ha sempre rappresentato fosse
stato quasi dimenticato, come se avessimo smarrito per strada la
parte migliore di noi stessi. Oggi è finalmente tornato ad essere il
regno dell'acqua e il suo progetto passa attraverso un'attenta
analisi delle esigenze personali e dello spazio a disposizione,
facendolo diventare la nuova frontiera del benessere,
la funzionalità,
il buon
gusto.
Da semplice area
di servizio dotata dei soli elementi indispensabili per le necessità
igieniche primarie e da limitato contenitore di poche suppellettili,
l'ambiente bagno ha compiuto una evoluzione tale da portarlo a
occupare anche nelle condizioni abitative modeste, un ruolo
importante e articolato.
La realtà
evidenzia sempre più marcatamente un nuovo modo di intendere il
bagno da parte della gente, per la quale è diventato lo spazio
riservato alla cura del corpo. Costretto a frenetici ritmi di vita,
attanagliato da condizioni ambientali spesso nocive e squilibranti,
l'uomo dedica sempre più tempo e sempre maggior attenzione alla sua
immagine, con lo scopo di avere una dimensione fisica più sana e
atletica, conformemente ai canoni estetici imposti dalla moda e dal
"pressing" pubblicitario.
(dal sito http://www.ceramicheedintorni.it)
lunedì 28 ottobre 2013
Caratteristiche tecniche del gres porcellanato
Le
caratteristiche tecniche del gres porcellanato sono rilevanti ai fini
dell'ottenimento dell'abitabilità/agibilità è il grado di
scivolamento della superficie ceramica che è valutato con un
coefficiente compreso tra R9 e R13. Questi coefficienti, indicati con
il valore R (che è rapportato all'angolo di inclinazione in cui la
persona perde attrito) classificano i prodotti secondo le esigenze
specifiche delle destinazioni d'uso, indicate con un ordine crescente
di pericolosità. I valori sono compresi tra R9 per i prodotti che
hanno superato il primo livello di test fino a R13 valore indicato
per particolari pavimentazioni industriali.
Sono
altresì importanti le caratteristiche antigelive
(fondamentale per pavimentazione da esterno), resistenza agli urti,
ai graffi, alle macchie e agli attacchi chimici.
Il
grado diassorbimento d'acqua è tra i più bassi tra i materiali da
rivestimento per pavimento e pareti pari a 0.5%.
Inoltre
sono da registrarsi anche alti valori relativamente alla resistenzaa flessione e alla resistenza ad abrasione.
Il
grande valore estetico e funzionale del gres porcellanato, così come
ripreso sopra, discende anche dalla grande capacità di questo
prodotto di riprodurre gli effetti visivi e strutturati di qualsiasi
materiale, ecco quindi che si possono trovare in commercio una serie
molto vasta di prodotti in gres effetto pietra, marmo, legno, cotto e
cemento.
Un
materiale sicuramente molto versatile dai molteplici effetti.
La
scelta del gres porcellanato deve tener presente anche della finitura
superficiale e del taglio; in commercio si trovano molti prodotti ma
le finiture più frequenti sono:
- naturale (strutturata o bocciardata) - è una finitura molto versatile che si presta a molteplici usi; il prodotto non subisce altre lavorazioni in superficie dopo la cottura, garantendo una maggiore durezza e resistenza alla permeabilità
- lappata - viene ottenuta trattando la superficie del prodotto ceramico con specifiche spazzole abrasive che ne diminuiscono parzialmente la ruvidità, aumentandone la caratteristica di brillantezza
- levigata lucida / levigata satinata - e' una finitura che presenta una omogeneità superficiale di trattamento; la prima caratterizzata da una elevata brillantezza, la seconda opaca ma con un grado di luminosità da non trascurare; questa finitura risulta essere piu' delicata rispetto alla finitura naturale perché il processo di levigatura apre una serie di pori del materiale che lo rendono sicuramente più sensibile alle macchie.
Il
gres porcellanato può fondamentalmente avere tre tipologie di bordi:
- naturale (NAT) - bordo derivato solo dalla formatura della pressa
- rettificato monocalibro (RETT) - bordo perfettamente rettilineo che viene ottenuta da un rigoroso processo di squadratura che riporta i pezzi ad un'unica misura dei bordi e che può portare anche ad un sistema di posa senza fuga o con un minimo di 1 mm.
- anticato (con bordo irregolare rustico) che richiede una fuga di almeno 4 mm.
Il
tono e il calibro sono infine due fattori importanti
rispetto alla consistenza del materiale; il calibro è lo spessore
del materiale, mentre il tono diventa importante perché essendo il
gres un prodotto industriale, diventa quasi impossibile trovare una
omogeneità cromatica costante nella produzione, per cui i materiali
vengono divisi in lotti per omogeneità di colore prima del
confezionamento, identificati appunto dal tono.
Come sfruttare gli angoli
Abitazioni piccole, dove ogni centimetro fa la differenza, stanze
trapezoidali e nicchie irregolari. Questioni spigolose che in realtà
possono essere risolte scegliendo i mobili giusti. Come i piani cottura
che utilizzano il raccordo tra le pareti, gli armadi con elementi
angolari per creare minicabine e le lampade sagomate che sfruttano le
colonne.
Quella vetrina ricevuta in regalo che non ci è mai piaciuta. La collezione di macchinine. L’aspirapolvere dietro la tenda. Spesso gli angoli in casa fanno questa fine: diventano nascondigli dove stipare ciò che sembra non trovare posto altrove. Eppure sono spazi con grandi potenzialità; vanno solo sfruttati. Anche quando la questione sembra più spigolosa del previsto: ovvero quando si vive in una casa con pochi angoli retti e stanze di forma irregolare. Una soluzione viene dai mobili: anche se poco diffusi, e quando su misura più costosi, ci sono tanti prodotti per casi particolari.
Ecco qualche esempio. In cucina. Qui il modo migliore per sfruttare ogni centimetro è scegliere lavelli e piani cottura angolari che utilizzano il raccordo tra le pareti; per le basi, meglio optare per un profondo cestone estraibile dove riporre le pentole e gli accessori più ingombranti. In camera da letto. Nella zona notte, il problema spesso sono le armadiature, che sembrano non bastare mai. Un’idea è scegliere un guardaroba a tutta parete con un elemento angolare: sfruttando lo spazio dell’angolo è possibile infatti creare una minicabina dove mettere un comò, una barra appendiabiti e vari ripiani (senza dimenticare una corretta illuminazione interna). Se un lato dell’armadio è accanto alla porta, meglio avere un terminale sagomato: oltre ad essere pratico – di solito viene attrezzato con ripiani e ha una doppia profondità – evita il brutto impatto visivo con il fianco del mobile appena entrati nella stanza. Nel living. Dal divano angolare alla libreria su misura passando per la console da poggiare alla parete e aprire al momento opportuno: la zona giorno è quella con maggiori soluzioni per utilizzare gli angoli.
(dal sito http://design.repubblica.it)
Quella vetrina ricevuta in regalo che non ci è mai piaciuta. La collezione di macchinine. L’aspirapolvere dietro la tenda. Spesso gli angoli in casa fanno questa fine: diventano nascondigli dove stipare ciò che sembra non trovare posto altrove. Eppure sono spazi con grandi potenzialità; vanno solo sfruttati. Anche quando la questione sembra più spigolosa del previsto: ovvero quando si vive in una casa con pochi angoli retti e stanze di forma irregolare. Una soluzione viene dai mobili: anche se poco diffusi, e quando su misura più costosi, ci sono tanti prodotti per casi particolari.
Ecco qualche esempio. In cucina. Qui il modo migliore per sfruttare ogni centimetro è scegliere lavelli e piani cottura angolari che utilizzano il raccordo tra le pareti; per le basi, meglio optare per un profondo cestone estraibile dove riporre le pentole e gli accessori più ingombranti. In camera da letto. Nella zona notte, il problema spesso sono le armadiature, che sembrano non bastare mai. Un’idea è scegliere un guardaroba a tutta parete con un elemento angolare: sfruttando lo spazio dell’angolo è possibile infatti creare una minicabina dove mettere un comò, una barra appendiabiti e vari ripiani (senza dimenticare una corretta illuminazione interna). Se un lato dell’armadio è accanto alla porta, meglio avere un terminale sagomato: oltre ad essere pratico – di solito viene attrezzato con ripiani e ha una doppia profondità – evita il brutto impatto visivo con il fianco del mobile appena entrati nella stanza. Nel living. Dal divano angolare alla libreria su misura passando per la console da poggiare alla parete e aprire al momento opportuno: la zona giorno è quella con maggiori soluzioni per utilizzare gli angoli.
(dal sito http://design.repubblica.it)
sabato 26 ottobre 2013
CIR Cotto Vogue
Il
cotto è un grande classico che CIR ha rivisitato con un gres porcellanato smaltato in chiave
contemporanea, attraverso colore e decorazioni, rendendolo glamour
con otto colori di moda e tre formati. Cotto Vogue nasce dall’idea
del cotto tradizionale che si rinnova per il bagno, la cucina e per
gli ambienti di tendenza, perché i suoi colori e i suoi decori dona
agli spazi uno stile unico e inconfondibile. La collezione include mosaici, decori, lavelli, pezzi
speciali in tono che permettono diverse soluzioni di posa.
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