Pare (ma le questioni
etimologiche sono sempre incerte e perigliose) che il termine generico ceramica derivi da keramos, cioè dal semplice nome dell’argilla. Quella della ceramica
potrebbe essere detta l’arte dei quattro elementi di cui gli antichi credevano
fosse composto il mondo: la terra, l’acqua,
il fuoco e l’aria. Nel XXVIII canto dell’Inferno Dante parla dei
seminatori di discordia citando l’isola di «Maiolica», ossia Maiorca, famosa
per i prodotti ceramici prodotti dagli arabi che occupavano nel Medioevo la
abitavano. Tra gli oggetti in ceramica si distinsero le maioliche provenienti dalle Isole Baleari,
e caratteristiche non soltanto per la loro decorazione esotica, quanto per la lucentezza dovuta agli smalti. Maiorca,
però, oltre ad essere produttrice fu soprattutto naturale ponte per
l’esportazione in Italia di tali prodotti fabbricati dgli arabi nella Penisola
Iberica. Non dobbiamo dimenticare che per maiolica nel Rinascimento s’intendeva
qualsiasi manufatto in terracotta invetriata e fino a metà del XVI secolo
distingueva i manufatti di terracotta invetriata che avevano le caratteristiche
della terza cottura e cioè i riflessi metallici. Il nome, che entrò nel
linguaggio italiano a specificare un genere importato, dovette includere anche
la produzione italiana per i successi
conseguiti dalle officine locali. All’uso domestico si affiancò un genere che
diremmo quasi ausiliario dell’architettura che comprende le piastrelle, i
pavimenti e le targhe murali. Sfruttando le virtù plastiche dell’argilla si
creò un nuovo genere di rivestimento ceramico che si prestava particolarmente
alla pavimentazione d’interni. Mediante l’accostamento di piastrelle variamente
sagomate, smaltate e dipinte, si rivestirono intere pareti o si ricoprirono
modesti pavimenti, ottenendo brillanti e durevoli risultati. Il gusto della
decorazione e sensibilità pittorica erano gli stessi del vasellame domestico,
che a sua volta prendeva ispirazione dalle iconografie coeve.
La fondazione della nostra azienda ebbe luogo a Roma nel 1950 come fabbrica di mattonelle in graniglia grazie a Dante, Ezio ed Ottavio Persia. La produzione si fermò nel 1972 per dar inizio alla rivendita di ceramiche, rivestimenti e sanitari con la Persia&C. Negli anni ’90 nacquero due sue appendici, la Metriquadri e la Persiarreda. Oggi la sintesi di queste tre realtà è la Ceramiche Persia che beneficia dell’esperienza pluridecennale dei suoi soci e di una nuova sede a Roma
mercoledì 6 febbraio 2013
lunedì 4 febbraio 2013
La moquette sì, la moquette no
La moquette è una costante nelle case inglesi quanto la moka
nelle case italiane. Non può mancare. Non c’è allergia che tenga, né acaro
della polvere che resista all’abitudine inglese di mettere la moquette ovunque.
La moquette è un must. Tra l’altro tiene anche caldo ai piedi quando ci cammini
sopra. Non è male. Quando, però, ce la troviamo in cucina o in bagno, magari
sotto la vasca o ancor peggio vicino ai sanitari, non possiamo non pensare: “io
scalzo lì non ci entro!”. Spesso
presenta delle zone dalmatate vicino alla tazza (lascio a voi immaginare di
che cosa si tratta) o macchioni scuri di origine incerta. Quando i nostri
clienti ci chiedono quale sia il materiale migliore contro l’assorbimento dei
liquidi, rispondiamo: tutti. La moquette è ovviamente out, da non considerare
tra le opzioni: si comporta come se fosse una spugna. Alcuni rivestimenti come il parquet e il cotto
sono più delicati, ma con un trattamento adeguato resistono ai liquidi meno
aggressivi, anche all’olio d'oliva se per poco tempo. Il gres porcellanato, il klinker
e le pietre (marmo incluso) si comportano meglio perché meno porosi. Le bicotture,
le monocotture ed il gres porcellanato smaltato sono assolutamente insensibili
ai liquidi. Quindi per cucine e bagni, per resistenza ed igiene, il consiglio è
di non seguire l’esempio anglosassone, anche se economico e caldo. Il gusto fa il resto.
venerdì 1 febbraio 2013
Ceramiche Persia in giro per il mondo
Questa mattina abbiamo ricevuto un messaggio sulla nostra pagina Facebook molto curioso. Un internauta iraniano, cercando delle immagini raffiguranti forse opere d'arte persiane, è finito nella suddetta pagina. Incuriosito è entrato ed è rimasto affascinato dall'immagine in bianco e nero del camion della nostra fabbrica di graniglie. La domanda che ci ha rivolto è stata: "che camion è?". A tutto avevamo pensato fino a ieri tranne che a dare un nome a quel camion. Il nostro amico Amin ci ha spinto a fare una ricerchina. Bene, si tratta di un FIAT 640 degli anni '50. Ciò ci porta a riflettere sui mille motivi che possono spingere i nostri lettori, che siano essi assidui od occasionali, ad entrare in contatto con Ceramiche Persia dall'Italia, dalla Germania, da Honk-Kong, dagli USA, dalla Finlandia o dalla Romania.
giovedì 31 gennaio 2013
Cos'è Cersaie
Per chi non lo sapesse Cersaie è il Salone Internazionale
della ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno che ha luogo ogni anno
presso la fiera di Bologna. Vengono qui dati a conoscere soprattutto i nuovi
prodotti ceramici. Nell'ultima edizione ha ospitato le aziende
di 33 paesi produttori con più di 900 espositori, dei quali 611 italiani e 299
esteri. I visitatori totali sono stati 75.000 provenienti da 154 paesi, tra
architetti, arredatori, rappresentanti, rivenditori e posatori.
Cos'è successo all'industria edilizia spagnola? Atto secondo (ENG)
Visto il successo del precedente post "Cos'è successo all'industria edilizia spagnola?", pubblichiamo un'approfondimento del tema con il video "Espanistan 2" di Aleix Saló, questa volta con sottotitoli in inglese.
mercoledì 30 gennaio 2013
L'etimologia del rubinetto
In principio era la chiavetta che
regolava la cannella dell'acqua spesso ornata da una testa di animale (il
ròbin, ossia il montone, frequente come fregio) e cominciò a essere chiamata robinèt,
cioè 'piccolo montone'. Alla fine dell'Ottocento il termine venne italianizzato in robinetto
e quindi rubinetto.
Il soffitto maiolicato di S.Donato presso Castelli
L'antico borgo di Castelli, ai piedi del massiccio
del Gran Sasso, è famoso in tutto il mondo per la produzione di
straordinaria qualità e raffinatezza delle sue ceramiche, alcune delle quali
sono esposte nei più grandi musei del mondo come il British Museum,
l'Hermitage, il Louvre e il Metropolitan Museum of Art. Uno dei gioielli di
Castelli è sicuramente la Chiesa di S. Donato con il suo splendido soffitto
maiolicato, unico in Italia. Fu eretta come chiesa di campagna dedicata alla
Madonna del Rosario nel XV secolo. Il suo primo soffitto maiolicato, oggi
esposto presso il Museo delle Ceramiche di Castelli, è attribuito alla scuola
dei ceramisti della famiglia Pompei. Fu ampliata, poi, agli inizi del Seicento
dando origine alla attuale Chiesa di S. Donato ed al suo prezioso soffitto
maiolicato (già presente nella sua prima versione) realizzato con la corale
partecipazione di tutti i ceramisti castellani. I circa 800 mattoni che lo
compongono, recanti le date 1615, 1616, 1617, raffigurano motivi geometrici,
stemmi e emblemi araldici, ornati e decorazioni floreali, immagini del
repertorio animalistico e, soprattutto, figure, simboli ed iscrizioni
religiose. Forse ancor più suggestiva è la presenza di immagini di personaggi
maschili e femminili dell'epoca. Il cosiddetto "stile San Donato" ha
alimentato per secoli la operosità delle botteghe castellane, che hanno
prodotto in notevole quantità per motivi devozionali o commerciali, facendone
una delle tematiche tipiche dell'artigianato locale.
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