mercoledì 6 febbraio 2013

L'arte dei quattro elementi



Pare (ma le questioni etimologiche sono sempre incerte e perigliose) che il termine generico ceramica derivi da keramos, cioè dal semplice nome dell’argilla. Quella della ceramica potrebbe essere detta l’arte dei quattro elementi di cui gli antichi credevano fosse composto il mondo: la terra, l’acqua,  il fuoco e l’aria. Nel XXVIII canto dell’Inferno Dante parla dei seminatori di discordia citando l’isola di «Maiolica», ossia Maiorca, famosa per i prodotti ceramici prodotti dagli arabi che occupavano nel Medioevo la abitavano. Tra gli oggetti in ceramica si distinsero  le maioliche provenienti dalle Isole Baleari, e caratteristiche non soltanto per la loro decorazione esotica, quanto per  la lucentezza dovuta agli smalti. Maiorca, però, oltre ad essere produttrice fu soprattutto naturale ponte per l’esportazione in Italia di tali prodotti fabbricati dgli arabi nella Penisola Iberica. Non dobbiamo dimenticare che per maiolica nel Rinascimento s’intendeva qualsiasi manufatto in terracotta invetriata e fino a metà del XVI secolo distingueva i manufatti di terracotta invetriata che avevano le caratteristiche della terza cottura e cioè i riflessi metallici. Il nome, che entrò nel linguaggio italiano a specificare un genere importato, dovette includere anche la produzione  italiana per i successi conseguiti dalle officine locali. All’uso domestico si affiancò un genere che diremmo quasi ausiliario dell’architettura che comprende le piastrelle, i pavimenti e le targhe murali. Sfruttando le virtù plastiche dell’argilla si creò un nuovo genere di rivestimento ceramico che si prestava particolarmente alla pavimentazione d’interni. Mediante l’accostamento di piastrelle variamente sagomate, smaltate e dipinte, si rivestirono intere pareti o si ricoprirono modesti pavimenti, ottenendo brillanti e durevoli risultati. Il gusto della decorazione e sensibilità pittorica erano gli stessi del vasellame domestico, che a sua volta prendeva ispirazione dalle iconografie coeve.



lunedì 4 febbraio 2013

La moquette sì, la moquette no



La moquette è una costante nelle case inglesi quanto la moka nelle case italiane. Non può mancare. Non c’è allergia che tenga, né acaro della polvere che resista all’abitudine inglese di mettere la moquette ovunque. La moquette è un must. Tra l’altro tiene anche caldo ai piedi quando ci cammini sopra. Non è male. Quando, però, ce la troviamo in cucina o in bagno, magari sotto la vasca o ancor peggio vicino ai sanitari, non possiamo non pensare: “io scalzo lì non ci entro!”. Spesso presenta delle zone dalmatate vicino alla tazza (lascio a voi immaginare di che cosa si tratta) o macchioni scuri di origine incerta. Quando i nostri clienti ci chiedono quale sia il materiale migliore contro l’assorbimento dei liquidi, rispondiamo: tutti. La moquette è ovviamente out, da non considerare tra le opzioni: si comporta come se fosse una spugna. Alcuni rivestimenti come il parquet e il cotto sono più delicati, ma con un trattamento adeguato resistono ai liquidi meno aggressivi, anche all’olio d'oliva se per poco tempo. Il gres porcellanato, il klinker e le pietre (marmo incluso) si comportano meglio perché meno porosi. Le bicotture, le monocotture ed il gres porcellanato smaltato sono assolutamente insensibili ai liquidi. Quindi per cucine e bagni, per resistenza ed igiene, il consiglio è di non seguire l’esempio anglosassone, anche se economico  e caldo. Il gusto fa il resto.



venerdì 1 febbraio 2013

Ceramiche Persia in giro per il mondo

Questa mattina abbiamo ricevuto un messaggio sulla nostra pagina Facebook molto curioso. Un internauta iraniano, cercando delle immagini raffiguranti forse opere d'arte persiane, è finito nella suddetta pagina. Incuriosito è entrato ed è rimasto affascinato dall'immagine in bianco e nero del camion della nostra fabbrica di graniglie. La domanda che ci ha rivolto è stata: "che camion è?". A tutto avevamo pensato fino a ieri tranne che a dare un nome a quel camion. Il nostro amico Amin ci ha spinto a fare una ricerchina. Bene, si tratta di un FIAT 640 degli anni '50. Ciò ci porta a riflettere sui mille motivi che possono spingere i nostri lettori, che siano essi assidui od occasionali, ad entrare in contatto con Ceramiche Persia dall'Italia, dalla Germania, da Honk-Kong, dagli USA, dalla Finlandia o dalla Romania.

giovedì 31 gennaio 2013

Cos'è Cersaie



Per chi non lo sapesse Cersaie è il Salone Internazionale della ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno che ha luogo ogni anno presso la fiera di Bologna. Vengono qui dati a conoscere soprattutto i nuovi prodotti ceramici. Nell'ultima edizione ha ospitato le aziende di 33 paesi produttori con più di 900 espositori, dei quali 611 italiani e 299 esteri. I visitatori totali sono stati 75.000 provenienti da 154 paesi, tra architetti, arredatori, rappresentanti, rivenditori e posatori.

Cos'è successo all'industria edilizia spagnola? Atto secondo (ENG)








Visto il successo del precedente post "Cos'è successo all'industria edilizia spagnola?", pubblichiamo un'approfondimento del tema con il video "Espanistan 2" di Aleix Saló, questa volta con sottotitoli in inglese.

mercoledì 30 gennaio 2013

L'etimologia del rubinetto



In principio era la chiavetta che regolava la cannella dell'acqua spesso ornata da una testa di animale (il ròbin, ossia il montone, frequente come fregio) e cominciò a essere chiamata robinèt, cioè 'piccolo montone'. Alla fine dell'Ottocento il termine venne italianizzato in robinetto e quindi rubinetto.


Il soffitto maiolicato di S.Donato presso Castelli


L'antico borgo di Castelli, ai piedi del massiccio del  Gran Sasso, è famoso in tutto il mondo per la produzione di straordinaria qualità e raffinatezza delle sue ceramiche, alcune delle quali sono esposte nei più grandi musei del mondo come il British Museum, l'Hermitage, il Louvre e il Metropolitan Museum of Art. Uno dei gioielli di Castelli è sicuramente la Chiesa di S. Donato con il suo splendido soffitto maiolicato, unico in Italia. Fu eretta come chiesa di campagna dedicata alla Madonna del Rosario nel XV secolo. Il suo primo soffitto maiolicato, oggi esposto presso il Museo delle Ceramiche di Castelli, è attribuito alla scuola dei ceramisti della famiglia Pompei. Fu ampliata, poi, agli inizi del Seicento dando origine alla attuale Chiesa di S. Donato ed al suo prezioso soffitto maiolicato (già presente nella sua prima versione) realizzato con la corale partecipazione di tutti i ceramisti castellani. I circa 800 mattoni che lo compongono, recanti le date 1615, 1616, 1617, raffigurano motivi geometrici, stemmi e emblemi araldici, ornati e decorazioni floreali, immagini del repertorio animalistico e, soprattutto, figure, simboli ed iscrizioni religiose. Forse ancor più suggestiva è la presenza di immagini di personaggi maschili e femminili dell'epoca. Il cosiddetto "stile San Donato" ha alimentato per secoli la operosità delle botteghe castellane, che hanno prodotto in notevole quantità per motivi devozionali o commerciali, facendone una delle tematiche tipiche dell'artigianato locale.